L’impatto DEI dell’amministrazione Trump
La revoca delle politiche DEI da parte dell’amministrazione Trump ha portato molte aziende statunitensi a ridurre le proprie politiche DEI e, di conseguenza, a rivalutare le loro strategie di comunicazione DEI. Questo cambiamento ha anche implicazioni globali, poiché le aziende multinazionali adeguano i loro approcci per soddisfare sia le politiche statunitensi sia la crescente domanda di DEI in altre regioni, come l’Europa e l’Asia, dove le iniziative DEI sono ancora prioritarie.
Il nostro ultimo rapporto Brand Influence Rank rivela come 50 dei brand più influenti al mondo stiano ricalibrando le loro iniziative DEI. E, cosa ancora più importante, come i media stiano plasmando la percezione su di essi. Nel complesso, racconta una storia interessante sui brand che stanno vincendo con la loro strategia di comunicazione DEI e su quelli che sono in ritardo.
Come misuriamo l’efficacia della comunicazione DEI
Il Punteggio Media DEI
Il Punteggio Media DEI mostra chiaramente quanto un brand stia comunicando con successo le sue politiche DEI nei media e, quindi, plasmando la percezione.
Per creare un Punteggio Media DEI per i 50 brand studiati, abbiamo utilizzato una metodologia sofisticata, utilizzando gli strumenti di monitoraggio dei media e di social listening di Onclusive, che tengono conto di una serie di metriche chiave. Questo crea un punteggio su 100, dove 100 è il miglior risultato possibile. È importante sottolineare che questo punteggio misura l’efficacia della strategia di comunicazione DEI di un brand (in base alla percezione creata nei media tradizionali e sociali), non la qualità effettiva o l’impatto di tali politiche stesse.
Per saperne di più sulla nostra metodologia specifica, scarica il rapporto completo: Brand Influence Rank: DEI e Sostenibilità nei Media.
La riduzione: silenzio strategico vs. transizione trasparente
Diversi importanti brand statunitensi hanno scelto di ridurre i loro programmi DEI, con approcci diversi alla comunicazione di questi cambiamenti:
Meta: L’approccio diretto
(Punteggio Media DEI: 31/100)
All’inizio del 2025, Meta ha interrotto i suoi principali programmi DEI, comprese le iniziative relative all’assunzione, alla formazione e alla diversità dei fornitori. Invece di tentare di oscurare questo cambiamento, la leadership di Meta ha difeso la riduzione inquadrandola come una necessità strategica e una conformità ai quadri giuridici in evoluzione. La loro strategia di comunicazione ha enfatizzato un passaggio verso la diversità cognitiva piuttosto che le metriche DEI tradizionali, una posizione sfumata che ha generato un dibattito a livello di settore.
L’approccio di Meta dimostra che la comunicazione diretta sui cambiamenti politici può stimolare un dialogo significativo, anche se non tutte le parti interessate sono d’accordo con la decisione.
Microsoft: la ristrutturazione silenziosa
(Punteggio Media DEI: 44/100)
Al contrario, Microsoft ha adottato un approccio più sommesso. Nel luglio 2024, l’azienda ha sciolto silenziosamente il suo team DEI dedicato all’inclusività e all’uguaglianza. È interessante notare che, nonostante questo cambiamento organizzativo, Microsoft ha difeso pubblicamente le sue politiche DEI, con il Chief Diversity Officer Lindsay-Rae McIntyre che ha affermato che “il lavoro di diversità e inclusione di Microsoft è più importante che mai”.
Questa apparente contraddizione tra azioni private e messaggi pubblici ha portato a una risposta mista dei media, evidenziando i rischi di una percepita disallineamento tra i cambiamenti organizzativi e la strategia di comunicazione.
Google e Amazon: messaggi di conformità proattivi
(Punteggi Media DEI: 28/100 e 24/100)
Sia Google che Amazon hanno adottato un approccio proattivo, collegando esplicitamente i loro cambiamenti di politica DEI ai nuovi requisiti legali e normativi. Google ha abbandonato i suoi obiettivi di assunzione per la diversità nel febbraio 2025, con una nota interna che citava gli ordini DEI del presidente Trump. Allo stesso modo, Amazon ha annunciato nel dicembre 2024 che stava “terminando programmi e materiali obsoleti” relativi alla rappresentanza e all’inclusione.
Riconoscendo direttamente le pressioni esterne nelle loro comunicazioni, queste aziende hanno tentato di posizionare i loro cambiamenti come adattamenti necessari piuttosto che ritiri filosofici dai valori DEI.
Il ri-impegno: advocacy autentica in un clima difficile
Altri brand leader hanno scelto di riaffermare o addirittura rafforzare i loro impegni DEI, con strategie di comunicazione che enfatizzano il valore aziendale e il vantaggio competitivo:
Cisco: la posizione audace
(Punteggio Media DEI: 60/100)
Nel gennaio 2025, il CEO di Cisco, Chuck Robbins, ha preso una posizione definitiva spiegando perché crede che la DEI offra migliori risultati aziendali. Questo posizionamento ha deliberatamente contrastato le tendenze prevalenti, stabilendo Cisco come un’azienda disposta a mantenere i propri valori nonostante le pressioni esterne. Concentrandosi sul caso aziendale per la DEI, la strategia di comunicazione di Cisco ha collegato l’inclusione direttamente alle metriche di performance che contano per azionisti e stakeholder.
Apple: l’atto di equilibrio
(Punteggio Media DEI: 89/100)
Apple ha dimostrato un approccio più sfumato, mantenendo il punteggio DEI più alto (89/100) pur riconoscendo potenziali aggiustamenti politici. Il CEO Tim Cook ha segnalato possibili modifiche alle pratiche di diversità in risposta al mutevole panorama giuridico, poco dopo che gli azionisti hanno respinto una proposta per porre fine alle politiche di diversità dell’azienda.
Questo approccio equilibrato, riconoscendo le pressioni esterne pur riaffermando i valori fondamentali, ha permesso ad Apple di mantenere la credibilità mentre naviga in un ambiente politico complesso.
Coca-Cola: l’espansione ambiziosa
(Punteggio Media DEI: 67/100)
Adottando forse la posizione più audace, Coca-Cola ha riaffermato il suo impegno DEI nel febbraio 2025 aumentando effettivamente i suoi obiettivi ambiziosi. La relazione annuale dell’azienda non solo ha confermato il suo impegno per un ambiente di lavoro inclusivo, ma ha anche evidenziato esplicitamente il danno delle politiche anti-DEI. Questo approccio dimostra che alcuni brand vedono il clima attuale come un’opportunità per differenziarsi attraverso un posizionamento DEI più forte, non più debole.
Misurare l’efficacia: cosa rivela il dato
Il rapporto Brand Influence Rank valuta quanto efficacemente i brand stanno comunicando le loro iniziative DEI. Questo punteggio fornisce preziose informazioni su quali strategie stanno risuonando con il pubblico:
- Apple (89/100) è in testa con il suo approccio equilibrato, riconoscendo le sfide pur rimanendo fedele ai valori fondamentali.
- Cisco (67/100) dimostra che un’advocacy audace può generare una copertura mediatica positiva.
- Microsoft (44/100) dimostra come messaggi contrastanti possano diluire l’efficacia nonostante le forti credenziali DEI.
- YouTube (6/100) evidenzia come una comunicazione minima sulla DEI possa creare percezioni negative.
La via da seguire
Mentre il panorama politico e giuridico continua a cambiare, i nostri dati suggeriscono che la trasparenza, la coerenza e la comunicazione autentica rimangono le basi di un’efficace gestione della reputazione.
Imparando dai diversi approcci dei brand leader, i team possono sviluppare strategie di comunicazione DEI che preservino la reputazione del brand durante le transizioni politiche, mantengano la fiducia degli stakeholder e posizionino efficacemente le loro organizzazioni.
Ciò che emerge chiaramente dal nostro rapporto Brand Influence Rank è che, indipendentemente dalla direzione che la vostra organizzazione prende con le politiche DEI, comunicazioni ponderate e strategiche saranno.